domenica, 31 agosto 2008
l'arte e' quello scarto fra linguaggio e linguaggio, un metalinguaggio appunto.
e' quel cuscinetto d'aria che si forma fra pensiero e essenza.
e' qualcosa che ci parla di qualcosa.
lhaudian alle ore
01:38
arte,
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sabato, 30 agosto 2008
sono fuggito da sti esami per 3 anni.
sono fuggito dal diritto appena uscito dalle superiori nonostante riuscissi a prendere voti eccellenti.
sono fuggito dai commi, dai decreti attuativi, dalla corte costituzionale, dalle direttive, dalle minchionerie infra legem, extra legem, praeter legem e contra legem. l'ignoravo. ci navigavo attorno.
e ora mi pesano stè pagine del cazzo, aiutatemi ad uscirne XD
sono di una noia mortale.
ho fatto bene a non scegliere legge.
caos vieni a me! :°D
lhaudian alle ore
14:41
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giovedì, 28 agosto 2008
550 minuti. tanto e' lunga la trilogia del padrino di coppola. nove ore e spicci, che passano a 9 ore e mezza considerando i credits del film. non ho parole.
probabilmente il padrino sta al cinema come led zeppelin IV sta alla musica.
quello che mi ha colpito maggiormente sono i conflitti edipici, le uccisioni rituali del genitore dell'altro sesso, i conflitti di natura sessuale che ci sono fra i protagonisti, il rancore inespresso per chi c'era prima. ogni rapporto interpersonale e' caratterizzato da un'accentuata, quanto maniacale, demarcazione psicologica che farebbe felice ogni psicanalista. si potrebbero spargere migliaia di parole sulla latente omosessualità di alcuni personaggi, l'infatuazione, o meglio la sudditanza psicologica e quindi sessuale dei personaggi verso don vito prima e don michele poi e in parte per don vincenzo.
laddove non si scopa, si mangia. e il film e' pieno di scene in cui si mangia, si cucina, si consuma, perche' l'italiano e' in maniera paradigmatica affamato; il cibo nella sua sola presenza diventa man mano sempre meno necessità per assurgere a status identitario, un surplus di senso che viene consumato, quindi per forza di cose simbolizzato.
cannoli, cassata, vino, arance, frutta in genere, dolci di orgni tipo, ma anche cibo cinese e francese. cibo da fast food. cibo per l'anima, cibo per la pistola.
a volte ho paura di essere troppo originale nelle mie tesi strampalate da pseudoantropologo o ancor peggio pseudopsicologo ma là dove mi sembra di parlare di cose strampalate mi viene in aiuto il napoletano, il mio dialetto; le parole mangiare e scopare in napoletano sono la stessa. fottere. e' un verbo che ha anche altre sfumatore di senso ma in questo luogo ci interessa solo questa sorta di identità semantica fra fare sesso e mangiare, come se le due cose, veri e propri bisogni primari nell'istinto del napoletano, fossero la stessa cosa, quindi culturalmente interscambiabili. fatto stà che la passionalità, la visceralità meridionale, il basso ventre per intenderci, si sente tutta in tutte e due queste sfumature in tutti e tre i film, certamente in maniera asimmetrica, costruendo architetture di senso barocche, sovrabbondanti.
sono come quando riempi il bicchiere d'acqua fino all'orlo: la tensione superficiale delle particelle in cima tiene ferma quella parte che "esce fuori" dal recipiente. a me interessa quella parte lì, perche' e' diversa da tutte le altre.
lhaudian alle ore
00:08
il padrino |
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lunedì, 25 agosto 2008
in questi giorni c'e' una questione importante che sta sfuggendo all'attenzione della pubblica opinione. se non ve ne frega nulla non leggetelo, non importa, ma a futura memoria incollo su queste tristi pagine del mio blog uno dei piu' infuocati editoriali dell'anno. ringraziate furio colombo. ringraziatelo.
furio colombo per l'unita' del 24 agosto 2008.
L’Unità cambia. Uno non può sapere che cosa viene dopo, ma questa è la normale condizione umana. Sappiamo quello che è successo prima, lo abbiamo letto nell’editoriale di Padellaro e nel comunicato dell’Editore.
Molti diranno grazie a Padellaro (io lo faccio di cuore) con l’amicizia solidale di tutti questi anni, da l’Unità morta alla sua clamorosa rinascita e tenuta, unica nella storia dell’editoria, unico il lavoro che Padellaro, prima insieme, poi da solo (e con tutta la redazione, la più straordinaria che avremmo mai sognato di trovare in un giornale che era stato dichiarato finito) ha saputo fare. E noi - Padellaro e io - siamo fra coloro che danno il benvenuto e un augurio davvero sentito al nuovo direttore Concita De Gregorio.
A coloro che, amando o stimando questo giornale, si domandano che cosa sta succedendo e perché, cerco di offrire una interpretazione che a me sembra corretta della vicenda: sono due storie diverse.
Una è l’arrivo di una nuova solida proprietà e l’arrivo, contestuale, della nuova direzione. Bene arrivata. L’altra è l’uscita di Antonio Padellaro, voluta come se fosse una necessità. Quale necessità? E motivata come? Qui c’è uno spazio vuoto. Il giornale non era in pericolo e non versa in cattive acque. La redazione è tutta al suo posto e lavora bene. C’è un grado di armonia e di solidarietà raro nei giornali italiani. Allora? Allora c’è tutto per far bene, passato, redazione, firme, rapporti internazionali. Abbiamo riaperto una storia che sembrava finita, abbiamo fatto diventare questo giornale un luogo piuttosto vivace.
Ripeto, i percorsi sono due, è bene non confonderli. Arriva un nuovo direttore e, garantisce il suo passato, farà bene. Ma quale è la ragione per cui è stato detto arrivederci e grazie al direttore che ha tenuto ben ferma in questi anni la rotta difficile e felice di questo giornale di opposizione? Non è rispettoso, e neppure ragionevole, immaginare che tutto ciò accada affinché il giornale non sia più di opposizione. E sarebbe altrettanto azzardato affermare che farà una opposizione diversa. Quante opposizioni ci sono?
Ma se qualcuna di queste ombre avesse anche una minima consistenza, come non nutrire il sospetto (vedete come è mite la parola) che alcuni di noi siano parte del problema, e non della soluzione del problema, se il problema è davvero l’opposizione?
C’è un’altra questione. Berlusconi e il suo potere mediatico totalitario sono sempre sul fondo di ogni questione italiana, specialmente se riguarda l’informazione. Però non è Berlusconi ad aver detto «grazie, Padellaro, va bene così». E anche «grazie, Unità, ma sempre la stessa musica ci ha stufato». Mi sembra più ragionevole pensare che tutto ciò sia nato nell’ambito del Partito Democratico. Si sentiva sfasato rispetto all’Unità (o, viceversa, «un giornale che non ci rappresenta»)? Se è così il problema che ha di fronte a sé il nuovo direttore non è facilissimo: fare una cosa che non è il Foglio, che non è il Riformista, che non è Europa, che non è l’Unità di adesso, e, ovviamente, non è né il manifesto né Liberazione. Auguri, davvero.
Ma se è così, resta da spiegare tutto questo silenzio nell'ambito del Pd. Quale sarà stata la ragione, discrezione, cautela, segretezza, a consigliare di non dire una sola parola ad alcuno degli interessati, compresi quelli che, come me, sono lì a un passo, in Parlamento?
Come vedete, nessuna di queste questioni riguarda la persona cui tocca il nuovo mandato. Ma se questo fosse un giornale a fumetti, si vedrebbe un fumetto grande come una casa con un vistoso punto interrogativo sulla testa. Spiace non sapere dove indirizzare la domanda. Ma più ci si pensa e più sei costretto a inquadrarla dentro la storia del Pd (anche il Pd comincia ad avere una storia), non dell’editore.
Forse uno spunto di ottimismo potrebbe essere questo: finalmente il Pd comincia a prendere decisioni. Forse non è la prima decisione che dodici milioni di italiani che hanno votato centrosinistra si aspettavano, mandare a casa Padellaro, e con lui, fatalmente, qualche firma della Unità rinata, della serie rifondata dopo la fondazione di Gramsci.
A questo punto non resta che vedere come la situazione si ambienterà con le altre decisioni del prossimo futuro. Qual è la linea del più grande partito di opposizione che più si armonizza con questo deliberato e netto gesto di «discontinuità» (per usare una delle parole chiave della politica. L’altra sarebbe, se Padellaro ed io parlassimo politichese, chiederci - come Chiamparino - «ma noi siamo una risorsa?»)?
Certo il momento è strano. Ti muovi in un paesaggio da fantascienza popolato di mutanti. A Milano il più importante simbolo istituzionale del Pd, il presidente della Provincia Penati, improvvisamente dichiara: «Con la Lega Nord è possibile fare un lavoro importante per Milano». E noi che pensavamo che la Lega Nord fosse impegnata soprattutto a sfrattare le Moschee e a proibire luoghi di preghiera per gli immigrati islamici. A Firenze la prima Festa Nazionale del Partito Democratico è dedicata a Bossi, Tremonti, Bondi, Fini, Matteoli, Frattini, Maroni.
Praticamente tutto il governo che già domina tutte le televisioni. Prima di giudicare il senso politico c’è da domandarsi, in senso elementare e prepolitico: perché? Una Festa di partito costa, e costa ancora di più per un partito lontano dal potere e dai benefici del potere. Perché il nostro ospite d’onore deve essere Bossi, invece del giovane angolano picchiato a sangue da un branco di ragazzi italiani a Genova?
Perché dobbiamo festeggiare Tremonti invece di ascoltare il macchinista delle Ferrovie dello Stato licenziato per avere fatto sapere che il treno Eurostar che stava manovrando, si è spezzato (e per fortuna non c’erano passeggeri)? Perché invitare Maroni invece di Xavian Santino Spinelli, il Rom italiano docente universitario, che rappresenta la sua gente (dunque anche la nostra: i Rom sono in buona parte italiani), ma rappresenta soprattutto i bambini forzati al trauma delle impronte digitali?
Perché tutti in piedi per Frattini invece di accogliere cittadini osseti e georgiani, testimoni di una breve, sporca guerra di cui ancora sappiamo nulla, se non che uno dei protagonisti spietati, Putin, è il miglior amico di Berlusconi? Perché avere sul palco Matteoli invece dei lavoratori dell’Alitalia, che avrebbero dato voce alla paura del loro futuro, reso ormai quasi impossibile dalla falsa promessa (capitali italiani, forse anche capitali dei suoi figli) del candidato Berlusconi?
Ma la danza dei mutanti continua. Mi devo rendere conto che il maggiore partito di opposizione, di cui sono parte, produce tutto in casa, con una autonomia che sarebbe sorprendente se non fosse come un autobus che salta la fermata lasciando a terra la folla dei viaggiatori in attesa. Il più grande partito di opposizione produce da solo il dialogo, benché Berlusconi attraversi la scena pronunciando frasi altezzose e insultanti. Benché alzi ogni giorno il prezzo di un ambito contatto con lui.
Il Pd produce da solo una cordiale collaborazione con la Lega, nonostante la caccia agli immigrati, il reato di clandestinità, le botte ai «negri», l’orina di maiale (iniziativa di Calderoli) sul terreno in cui si doveva costruire una Moschea, la proclamazione fatta da Borghezio - in occasione delle Olimpiadi - della superiorità della razza padana (parlava della nuotatrice Pellegrini come di una mucca). Invita e festeggia Bossi proprio quando lui dice (ripetendo con sempre maggiore frequenza la minaccia): «O si fa il federalismo come dico io o il popolo passerà alla maniere spicce».
Produce da solo una certa ostilità verso giudici, una denuncia quasi quotidiana del «giustizialismo» (sarebbero coloro che sostengono il diritto dei giudici di non essere insultati e di non essere costretti al silenzio). Dice Luciano Violante a La Stampa (22 agosto) che i magistrati «conducono una battaglia di solo potere». Sono gli stessi magistrati definiti «dementi» dal primo governo Berlusconi e «cloaca» dal presente titolare di Palazzo Chigi.
Ma a quanto pare la volontà di dialogo supera questi dettagli. Si forma una cultura che trova normale lo «stato di emergenza» che ha indotto a far presidiare le strade delle città italiane dai soldati come se fossero in Pakistan, trova normale che Berlusconi si vanti di avere parlato 40 minuti con Putin senza far sapere al Paese o almeno al Parlamento una sola parola di quel suo dialogo (finalmente dialoga con qualcuno).
E trova normale che - mentre scoppia la guerra in Georgia che potrebbe contrapporre Stati Uniti e Russia, Nato e impero di Putin (e di Sardegna)- il ministro degli Esteri resti in vacanza mentre i suoi colleghi europei si incontrano in una riunione di emergenza. O forse è stato un grande, scoperto favore all’amico Putin (dimostrare che la crisi non era così grave), tanto è vero che il ministro Frattini riferirà al Parlamento (Commissioni estere Camera e Senato) soltanto il 24 agosto, dopo avere partecipato alla Festa del Partito democratico come ospite d’onore. Si forma una cultura, abbiamo detto, fatta di buone maniere e di acquiescenza al governo, sia pubblico (Berlusconi) che privato (Mediaset).
Questo spiega la necessità che sia Enrico Mentana a intervistare Veltroni in un grande incontro finale a conclusione della Festa del Pd. E spiega l’annuncio di Lilli Gruber, deputata europea di primo piano e importante giornalista italiana: sarà Berlusconi a scrivere la prefazione del suo nuovo libro sulle donne dell’Islam. Chi altro? Con l’aria che tira è già una conquista democratica che quella prefazione non sia stata commissionata a Borghezio.
Mi ha colpito la notizia che alla Festa del Partito democratico di Firenze ci saranno collegamenti con la «Convention» del Partito Democratico americano di Denver. Spero che spiegheranno perché, a quella festosa assemblea di militanti politici di opposizione, non sia stato invitato e applaudito e festeggiato, per un bel dialogo, il vicepresidente Cheney, l’uomo delle false prove della guerra in Iraq. O qualche “neo-con” di rilievo, di quelli che amano Guantanamo e le maniere forti.
Qualcuno - spero - spiegherà che gli americani, nel loro Partito Democratico, sono un po’ più rozzi degli italiani: quando fanno opposizione, fanno opposizione. E quando vogliono essere eletti contro qualcuno che - secondo loro - ha fatto danno al Paese, prendono le distanze, dicono cose diverse, invitano e ascoltano le loro migliori voci, quelle più vibranti e appassionate, non quelle dei Repubblicani che intendono sconfiggere.
Inoltre sanno - ma forse anche questo è un segno della loro cultura elementare - che i loro leader non si fanno intervistare dai giornalisti della Fox Television, alcuni bravissimi ma tutti di destra. In tanti vanno alla convenzione democratica, scrittori, registi, celebrità delle grandi università e dello spettacolo. Ma sono tutti testardamente democratici. Vanno tutti per parlare di pace, non di guerra, di poveri, non di ricchi, di affamati del mondo e di crisi del pianeta, di bambini da salvare e di medicine salva-vita di cui bisogna abbattere i prezzi. Certo, l’America non è un Paese perfetto. Anche là ci sono tanti Giovanardi e tante Gelmini.
Ma (a differenza di quanto avviene nell’altra festa del Pd italiano, quella di Modena) i democratici americani non li invitano. Saranno primitivi ma (se starà bene) vogliono Ted Kennedy. E se Ted Kennedy starà bene dirà tutto quello che pensa con l’irruenza che l’America democratica ammira da mezzo secolo, e che da noi si chiama «politica urlata» e irrita molto persino Ritanna Armeni, ma solo se è «politica urlata» di sinistra.
Ecco le ragioni del mio disorientamento nel Partito Democratico che ho contribuito a creare partecipando anche alle primarie («Sinistra per Veltroni») e nel quale adesso non so dove mettermi, perché ogni spazio è occupata da un ministro ombra che intrattiene la sua educata, amichevole conversazione col ministro-ministro. Ognuno di essi (i ministri-ministri) è occupato a prendere impronte, a presidiare le strade italiane con l’esercito, a insultare i giudici.
Ma comunque appaiono come statisti mai smentiti e sempre in grado di incassare apprezzamenti (oltre che inviti alle nostre Feste) e di dire l’ultima parola in ogni radio e in ogni televisione. La descrizione perfetta è di Nadia Urbinati (la Repubblica, 20 agosto) «Questa Italia assomiglia a una grande caserma, docile, assuefatta, mansueta. Che si tratti di persone di destra o di sinistra, la musica non sembra purtroppo cambiare: addomesticati a pensare in un modo che sembra diventato naturale come l’aria che respiriamo.
Come bambini siamo fatto oggetto della cura di chi ci amministra. E come bambini bene addomesticati diventiamo così mansueti da non sentire più il peso del potere. È come se, dopo anni di allenamento televisivo, siamo mutati nel temperamento e possiamo fare senza sforzo quello che, in condizione di spontanea libertà, sarebbe semplicemente un insopportabile giogo».
Quanto sia esatto ciò che scrive Urbinati lo dimostra questa e-mail appena ricevuta: «Attento, alla sua età è pericoloso agitarsi. Ma comunque la sua perdita nessuno la noterebbe, insignificante comunista. Si spenga serenamente come giornalista e scribacchino. L’umanità e l’Unità le saranno grate eternamente».
Curiosamente la e-mail mi è giunta mentre una collega - che preparava un pezzo sul cambiamento in questo giornale -, mi chiedeva: «Ma temi la normalizzazione de l’Unità?».
La mia risposta meravigliata è stata che a me questa Unità appare un giornale normale. Un normale, intransigente, preciso giornale di opposizione. La storia del suo e del nostro futuro è tutta qui, fra questa «normalità», la descrizione di Nadia Urbinati e la e-mail che ho trascritto e che offre una bella testimonianza del ferreo contenitore culturale in cui ci hanno indotti a vivere. Non resta che attendere il nuovo giornale.
Fuorio Colombo.
domenica, 24 agosto 2008
c'e' aria di cambiamento.
in odor di selvaggina
la bruma pesante faticava
al nostro sguardo fiero
ove ce n'era bisogno
a dissolversi.
nell'incertezza del guardare
a pochi attimi dal fatal loco
abbaiammo al disco morente.
guaisti, o fedele amico
mirmidone del mio pelide fucile
algido bastone acustico
non ti riconobbe nella mischia
con la fiera di montagna.
comparve alla nostra destra
sciagura ferale e frettolosa
tu impavido fido t'avventasti
mordesti
guaisti
zoppicasti e cadesti.
due rombi allor l'aria acquosa
conobbe, col cor pesante rimasi io,
il fucile e due corpi stesi.
all'ombra di alberi animosi
decisi:
s'e' fatto il tempo
che l'arma taccia e l'istinto riposi.
k*
dedicata all'arma che riposa XD
dom 24 agosto 2:05
ogni tanto e' bello ritornare alle poesie; ormai e' un modo diverso di raccontare le cose, dando per scontato che bene o male i miei modi di scrivere si raggomitolano attorno al racconto breve.
non e' musicale quanto avevo immaginato, pero' l'idea la rende. il metro spezzato mi piace, e' una delle poche cose che mi convince fino in fondo... ma ora basta esercizi di [scarso] stile...
spero che non siate cattivi con questa pseudopoesia XD
rileggendola meglio puo' essere interpretata anche come outing in vista di un cambiamento di sponda XD
ah dimenticavo, abbasso la caccia...
meglio andare a funghi..
lhaudian alle ore
01:17
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venerdì, 22 agosto 2008
vivere col senso critico di chi fa le cose e' diverso dal vivere col senso critico di chi le distrugge.
e oggi si distrugge un po' piu' di ieri e meno di domani.
diversità portami via :'D
lhaudian alle ore
17:16
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giovedì, 21 agosto 2008
nò.
lhaudian alle ore
01:29
no |
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mercoledì, 20 agosto 2008
e si ricomincia dall'inizio; cioe' dai paradossi.
mi domando spesso perche' ne sono cosi' affascinato. forse e' per lo stesso motivo che mi faccio il caffe' all'una meno 15 e me lo bevo per tutta la notte.
mi viene in mente un paradosso molto carino; prendete due bicchieri e riempiteli con dell'acqua: l'uno con acqua a temperatura ambiente e l'altro con acqua calda, molto calda. mettete i due bicchieri nel vostro freezer. noterete con meraviglia che l'acqua calda ghiaccia prima dell'acqua tiepida. il paradosso, quella piccola scintilla che capovolge il vostro universo di senso si nasconde bene questa volta. il calore dell'acqua calda scioglie la brina che c'e' fra il fondo del bicchiere e il fondo del freezer: il metallo conduce piu' velocemente il freddo e quindi paradossalmente il bicchiere con l'acqua calda ghiaccia prima poiche' l'altro bicchiere deve aver a che fare con la resistenza maggiore della brina del congelatore.
il paradosso e' un fatto eminentemente culturale; senza le aspettative delle gente verso determinati avvenimenti a condizioni stabilite, non esisterebbero. pero' a quanto pare la gente si aspetta delle cose fermo restando le condizioni note.. e questo succede da sempre. l'uomo empirico fa vivere i paradossi.
tendenzialmente infiniti, perche' la cultura e' un fatto tendenzialemente infinito, come le nostre aspettative, i paradossi parlano anche di noi, di come possiamo, a volte, rovesciare le aspettative comuni.
il mio preferito in ogni caso, resta quello dello studente universitario e del muratore. lo conoscete? suppongo di no...
uno studente universitario e un muratore condividono casa assieme. alla sera il figlio di papa' torna a casa con una busta pieni di libri e dice... "quanto costa oggi la cultura", con aria abbastanza snob; di rimbalzo il muratore guardandosi le mani callose e acciaccate gli risponde "lo dici perche' non sai quanto costa l'ignoranza".
lo dico sempre, bisogna solo vedere le cose dall'altro senso. sperando di non incombere in un senso unico.
lhaudian alle ore
00:05
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martedì, 19 agosto 2008
tanti auguri a quella gnocca abnorme di Erika Christensen, che oggi compie 26 anni :D
quanto sei migliorata dai tempi di traffic XD
mi raccomando, quando lasci scientology fammi uno squillo sul cellulare che ti passo a prendere XD
mannaggia.
lhaudian alle ore
00:01
erika christensen |
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lunedì, 18 agosto 2008
la devo smettere di rubare roba divertente da nonci :\
questo schema e' indicato per problemi sul lavoro, legati ad apparecchi tecnologici et sofisticati, ma anche a problemi relativi alla vita sentimentale e di coppia. lo consiglio un po' a tutti. buon apprendimento!
lhaudian alle ore
19:03
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domenica, 17 agosto 2008
non pensavo mi tornasse utile per un post sul blog ma...
ecco da chi ho imparato ad *inibire* le persone. sempre gloria all'ipnorospo!
riesci a guardarlo negli occhi per piu' di 29 ore? eh? eh? ci riesci??
premettendo che io inibisco le persone nel loro naturale comportamento relazionato in gruppo...
ridley scott e' un fottuto genio. american gankster sono 156 minuti di incollamento puro. denzel washington e russel crow due fighi.
concludo ribadendo il concetto che ho il *potere* di inibile gli altri in relazioni di gruppo. spider man puo' lanciare ragnatele, superman puo' volare, l'uomo torcia puo' ardere, batman... bhe batman non puo' fare un cazzo... e io... posso *inibire* le persone in comportamenti relazionati. sono un super eroe.
o forse no?
lhaudian alle ore
21:40
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sabato, 16 agosto 2008
com'erano belli i cartoni di una volta. con i cartoni di una volta potevi capire tante cose. tipo che dopo 100 giorni del berlusconi III le cose vanno male. continuare a lottare significa mantenere in vita la speranza.
com'erano belli i cartoni di una volta...
martedì, 12 agosto 2008

soko e' una ragazza della mia età; e' francese ma ha origini polacche. e' solo una dei tanti geni che hanno usato il web per esprimere se stessi, o qualcos'altro, poco importa. nella fantasiosa scritta del suo nome l'unica cosa distinguibile e' un occhio, e' l'occhio. non canta male, anzi, anche le musiche non sono brutte per quelle che girano ultimamente, qualcosa avrei eccepire sui testi, ma passiamo oltre.
soko e' famosa grazie a MYspace e YOUtube; queste parole ricordano vagamente l'Ipod. mio, io, tuo, tu. sono gli emblemi linguistici della nostra generazione: non esiste piu' il nostro, l'our. al massimo c'e' l'happy hour, ma non ci interessa molto.
se provate ad entrare sul myspace della giovane cantante francese potrete scaricare alcune canzoni [http://www.myspace.com/mysoko il link..]
proviamo a passare in rassegna solo i titoli...
YOU have a power on ME
MY little green scooter
I ll never love YOU more
I'm scared I'm gonna die alone
I wanna look like a tiger
I think I'm pregnant [metterti il preservativo no eh?]
rieccoli. IO e TE, al massimo il MIO. niente NOI, per la gioia degli atomi anomici di questa fottuta società di massa. in ogni caso l'antropologia ci distruggerà.
lunedì, 11 agosto 2008
non ho mai desiderato la morte. poi oggi mi sveglio. e tutto cambia.
la vita non e' tutta fatta di nessi causali, ci sono fili invisibili, coincidenze significanti le chiamava jung, che danno spessore alla trama del racconto.
almeno tutto questo mi ha fatto passare la fame, speriamo di diventare anoressici. sono sarcastico se non s'era capito.
lhaudian alle ore
12:46
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domenica, 10 agosto 2008

beach volley, sport per eletti.
io murerei volentieri la centrale cmq.
giovedì, 07 agosto 2008
che tutti sappiano che yure ha il doppio lavoro.
lhaudian alle ore
10:09
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la parola del giorno e': misantropia.
la citazione del giorno e': la gente deve essere presa a piccole dosi.
la non citazione del giorno e': gia' a vacant jevm' bbuon caric' [traduzione per i non bilingue: gia' senza peso andavamo bene come carico da portare]
in tutto questo, Murphy era un fottuto ottimista.
ma poi alla fine, dio scrive le vite, poi ci mette dentro il sesso per evitare i suicidi con rescrissione di contratto.
lhaudian alle ore
00:50
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martedì, 05 agosto 2008
non e' possibile che ogni volta che parlo con mia madre di poltiica si deve arrivare ai coltelli. essenzialmente conosco bene il giochetto: sono d'accordo con te, ma devo contraddirti perche' io sono piu'... [sostituire al posto dei puntini una parola a caso]
che poi mi sta bene il confronto ideologico, specialmente se si cerca di dimenticare le gabbie ideolo-epistemologiche per cercare di guardare la cosa in maniera diversa. ma con mia madre non e' cosi'.
che poi mi sta bene il confronto ideologico, specialmemte se la consecutio logica e' l'unica regola da seguire, ma con mia madre non e' cosi'.
che poi mi sta bene il confronto ideologico, specialmente con chi non e' contrario a priori a fare un passo indietro. ma con mia madre non e' cosi'.
pensandoci e' quasi la stessa costante con le donne della mia vita, orientate verso lo scontro, dialogicamente immature, relazionalmente inefficaci. trovero' mai qualcuna con cui poter riflettere a voce alta? -_-'
lhaudian alle ore
17:10
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a volte basta poco per riconciliarsi col mondo, la discografia dei led zeppelin che va random, uno spider livello medio e un free cell risolti con acume.
visto che ci sono posto a mio avviso uno delle piu' belle canzoni del socolo scorso.
ecco i led zeppellin in un concerto del 1979... L'intera canzone non e' altro che il lamento straziante della chitarra di Page che implora: PIETA' BASTA ORGASMI MULTIPLI.
erano altri tempi.
Achilles last stand - Led Zeppelin - Presence - 1976
It was an April morning when they told us we should go
And as I turned to you, you smiled at me, how could we say no?
With all the fun to have, to live the dreams we always had
Oh, the songs to sing, when we at last return again
Sending off a glancing kiss, to those who claim they know
Below the streets that steam and hiss,
The devil's in his hole
Oh to sail away, To sandy lands and other days
Oh to touch the dream, Hides inside and never seen.
Into the sun the south the north, at last the birds have flown
The shackles of commitment fell, In pieces on the ground
Oh to ride the wind, To tread the air above the din
Oh to laugh aloud, Dancing as we fought the crowd
To seek the man whose pointing hand, The giant step unfolds
To guide us from the curving path, That churns up into stone
If one bell should ring, in celebration for a king
So fast the heart should beat, As proud the head with heavy feet.
Days went by when you and I, bathed in eternal summers glow
As far away and distant, Our mutual child did grow
Oh the sweet refrain, Soothes the soul and calms the pain
Oh Albion remains, sleeping now to rise again
Wandering and wondering, What place to rest the search
The mighty arms of Atlas, Hold the heavens upon the earth
The mighty arms of Atlas, Hold the heavens from the earth
From the earth...
I know the way, know the way, know the way, know the way
I know the way, know the way, know the way, know the way
Oh the mighty arms of Atlas, Hold the heavens from the earth.
domenica, 03 agosto 2008
sto valutando seriamente di cambiare piattaforma per il blog... wordpress, davide e un dominio .com... nn sembra male :O
lhaudian alle ore
18:01
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***attenzione*** il documento sottostante potrebbe ferire qualcuno, per reclami rivolgentevi qui->
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sindrome_dei_Sentimenti_Offesi
ciao sono un'adolescente. sono figlia della tv e del mc menu con cocacola e patatine; fumo perche' ho da dimostrare qualcosa; bevo perche' ho da dimostrare qualcosa, mi drogo perche' ho da dimostrare qualcosa, dico le parolacce perche' ho da dimostrare qualcosa. insomma devo dimostrare qualcosa. spesso dimostro che sono grande, spesso dimostro che sono piu' grande o altre ancora dimostro di essere la piu' grande. sguazzo in un clima qulturale ambiguo, mi adatto a gabbie mentali come l'acqua si adatta al vetro del bicchiere, l'acriticita' e' il mio motto, mtv il mio vessillo, le marche che indosso la mia divisa. Non penso nulla della politica, anche perche' non mi riguarda, e' una cosa vecchia, preferisco interessarmi delle vicende dei miei idoli, loro si che sono degni di nota. l'unica informazione che mi tange arriva di striscio, non mi colpisce; quando non vedo la tv, vedo la tv su utube, fra una chattata e l'altra. ho paura degli emarginati, di restare incinta, ho paura di crescere, di assumermi responsabilita', ho pausa di restare sola, di non avere una suoneria che dimostri qualcosa di me agli altri, spesso e volentieri unico ponte sonoro fra atomi che schizzano veloci in una materia in putrefazione. tornare indietro e' una cosa che non m'appartiene, sento piu' mia la k e la x; ho un rapporto ambiguo con tutto, ma alla fin dei conti siete voi altri che non capite il mio rapporto ambiguo con tutto: le mie convinzioni, anche in pesante conflitto fra loro, non si toccano, scivolano come se andassero d'amore e d'accordo. il conflitto d'interessi che vegeta nella mia testa non mi da' pensiero, perche' a voi dovrebbe importare?
capisco benissimo gli altri, li conosco a memoria solo guardandogli negli occhi; il resto e' scontato. il problema e' che la gente non mi capisce, perche' io sono strana. piu' strana di tutte, anzi la piu' strana.
vivo in un mondo tutto mio, fatto di account virtuali su siti dove ci sono altri come me; in maniera ontologica ignoro olisticamente in maniera idiosincratica quello che dico. ma sono fatta cosi'.
non peso le parole, non mi piace la forma, e odio la sostanza, mi barcameno fra attimi sintetici e pop corn cotti al microonde, essenzialmente identici pur lontanissimi fra di loro.
mi piace il piacere, amo l'amore, odio l'odio, adoro adorare et similia, in un turbinio di banalita' oscene, buone solo per i lesi forti.
una cosa e' certa, non mi piacciono le responsabilita', preferisco cantare canzoni di cui non so i testi, ballare in discoteca permettendomi il lusso di non pensare a nulla; una mente libera e' piu' facile alle invasioni.
sono essenzialmente insicura, ma dipende dal tempo, sono metereopatica perche' e' trendy, lunatica perche' e' cool; non fa nulla se mi dicono che sono mestruata, io ripeto che sono metereopatica e lunatica. se mi mandano a cagare la cosa non m'interessa. o forse si, ma in generale dipende dal tempo.
gli altri sono sicuramente troppo stupidi, tutto quello che fanno e' sbagliato, io ho la verita' in tasca, quello che faccio io e' giusto, io non sono soggetta ad errore, o magari dipende dal tempo.
ora ti devo salutare, devo aggiornare i miei profili maispeis, badù, feisbuk, netlog e qualche altro che ora non ricordo. tanti bacetti.
grazie a molte persone che mi hanno dato l'occasione di trovare uno spunto per sfodare la mia cattiveria repressa. vi voglio bene, ma forse no, dipende dal tempo.
sabato, 02 agosto 2008
fonte: dagospia
le poetiche poesie di sircana, portavoce del governo Prodi.
Maggio 2006, i primi giorni del governo Prodi
SALMO DELLA XV LEGISLATURA
“Officiante” Finalmente c’è un governo
“Coro” Lo protegga il Padreterno
C'è un governo di alleanza
Che gli doni la costanza
Dentro c'è Rifondazione
Gli conservi la ragione
Dentro c'è pure Mastella
Che gli spenga la favella
Fa il ministro Pecoraro
Fa che giochi non da baro
Bianchi seguirà i Trasporti
San Cristoforo lo scorti
E Di Pietro fa i lavori
Dio protegga i costruttori
Tanti i sottosegretari
Rivolgiamoci agli altari
Pochi sono i Senatori
Salva noi dai traditori
30 maggio 2007, la riunione del «comitatone» del Pd
LA PRIMA RIUNIONE DEL PD
Mentre Prodi ci addormenta
Qui si addensa la tormenta
C’è Rutelli un po’ incazzato
E Fassino stralunato.
C’è Veltroni gran gattone
Che già pensa all’elezione
Franceschini e Gentiloni
Già preparan trappoloni
In un angolo Lamberto
Pensa male, ne son certo
In silenzio sta Follini
Forse pensa al suo Casini
Barbi, Soro e Migliavacca
Ma!.. Così finisce in cacca
1 giugno 2007, Prodi incontra i segretari dell’Unione
RIUNIONE DELL’UNIONE
Stamattina gran riunione
dei capoccia dell'unione
Tra grugniti, screzi e lazzi
Tra silenzi e gli schiamazzi
si è deciso: andiamo avanti
Lo hanno detto tutti quanti
"E però" - ecco il distinguo –
Io il governo non lo estinguo...
Tuttavia c'è il caso Visco...
Io, davvero, non capisco"
"Ci sarebbe il tesoretto...
Io il governo lo rispetto"
"Le pensioni sono un tema...
Io non voglio dar problema"
"Viene Bush cui sono ostile
Lo dirò ... però con stile"
Ici, tasse e occupazione
deve essere la canzone"
Così con le idee più chiare
Se ne andarono a pranzare
13 giugno 2007, vertice governo-maggioranza
RIUNIONE GOVERNO-CAPIGRUPPO
C’è Bonelli “il bicicletta“
Che è munito di paletta
Finocchiaro e Russo Spena
Con lo zaino sulla schiena
Con Di Salvo e Franceschini
Han portato anche i panini
La Palermi ci ha il piccone
Per scavare un bel bucone
Salvi e Fabris con Barbato
Un secchiello hanno comprato
E Villetti con Migliore
Hanno il look da esploratore
Tutti pronti ed in assetto
Per cercare il tesoretto
Tutti quanti a domandare
“da che parte devo andare?”
Prodi chiede “chi ha la mappa?”
Ma si vede uno che scappa
E lontano ormai galoppa È
Tommaso Padoa Schioppa
17 giugno 2007, il barcone sul Po
IL PD IN BARCA SUL PO
E per divertirci un po'
Navighiamo lungo il Po.
Ci sarebbero altri fiumi
Dove ricercare lumi
Su questa novella strana
Di politica italiana.
Ad esempio, per capire
Chi il governo fa morire
Di questa agonia un po' lenta
Ci sarebbe il fiume Brenta.
E a comprendere il magone
Basterebbe il fiume Ombrone.
Ma la rima più azzecata
Per parlar di una brigata
Di Soloni senza pace
Di cui mai nessuno tace
Ci sarebbe per davvero:
E' l'ISONZO il fiume loro
Gennaio 2008
OH CLEMENTE, CLEMENTE
Tu che hai reso dolente
il nostro Presidente
Non posso farci niente
Se agli occhi della gente
Tu pari un incosciente
Che il dovere non sente
E anzi ora consente
Alla destra fremente
Di dare il suo fendente
Al governo morente
Oh Clemente, Clemente
Che ti è saltato in mente?
23 febbraio 2008, verso il voto
L’UOMO SI SA
L'uomo, si sa,
Ha la memoria corta
Così è e sarà
Per la persona morta
Ma non mi va,
E ora io lo scrivo
Ciò che si fa
Per scordarmi da vivo.
Campagna elettorale 2008
LOFT
La politica è sul web
non si fa più nei night club,
il dibattito va on line,
altrimenti non è fine.
Se non ti sei fatto il blog,
resti avvolto nello smog.
Chi non digita il lap-top,
vecchio è come l’hula-hop.
È un dovere esser più trendy,
dei moderni nuovi dandy.
Con l’immagine più soft
E perciò prendiamo un loft
sono indubbiamente delle bellissime poesie, sircana doveva fare il ministro della letteratura q_q
venerdì, 01 agosto 2008
e' impressionante; da circa 900 giorni, questo blog fa almeno 17 visite XD
grazie =D
in ogni caso ci son voluti 124 minuti di Civ IV per conquistare una vittoria per dominazione culturale =|
sono quasi fiero di me XD
lhaudian alle ore
23:25
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